Il massaggio infantile deriva da una serie di massaggi utilizzati nella cultura indiana che amalgamati con alcuni derivati dalle tecniche di riflessologia plantare formano una sequenza particolare. La fondatrice dell’AIMI ha studiato per anni in India, e poi in America dove ha adattato le tecniche apprese alle esigenze della cultura occidentale.
Come sappiamo il tatto è un senso importantissimo, è infatti il primo a svilupparsi durante la vita fetale. Lo scopo del massaggio, oltre a quello di creare un benessere fisico, è quello di incentivare il rapporto madre (o padre) con il bambino. Riuscire a toccare un bambino in senso buono e piacevole per lui, oltre che ad essere educativo poiché il bambino impara l’importanza e la qualità dell’essere toccato dall’altro, ci mette in contatto più profondo con il suo essere. Il genitore che durante un massaggio crea un legame di sguardi e di voce entra in una sfera più profonda e il legame si consolida e si fortifica. Esplorare il corpo di un altro è sicuramente una delle cose più intime che esista e si entra in una confidenza unica.
Oltre a questo ci sono varie sequenze studiate appositamente per migliorare le funzioni biologiche e lo sviluppo fisico del nostro bimbo: per esempio è stata studiata una sequenza apposita per prevenire (o curare) le coliche gassose. Per lo sviluppo di un fisico così immaturo come quello del neonato è importante capire le sensazioni che derivano da un corretto toccare.
Questo particolare massaggio è studiato per i neonati e si può cominciare fin dalla nascita ma anche nei bambini più grandi il massaggio è importante e va continuato avendo sempre l’accortezza di ascoltare e rispettare tempi, esigenze e preferenze del nostro bambino.
tratto da: il mio baby